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Di Gennaro (Federico II): Troppo facile in Italia l’accesso alle armi

Di Gennaro (Federico II): Troppo facile in Italia l’accesso alle armi

Giacomo Di Gennaro, professore di Sociologia giuridica e devianza presso l’Università Federico II è intervenuto questa mattina a Barba&Capelli in onda su Radio CRC per commentare i fatti di Ercolani, riguardanti il brutale omicidio di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro. Di Gennaro ha offerto una riflessione in merito alla cattiva comunicazione fatta riguardo alla legge sulla Legittima Difesa: “Rispetto a questo evento non c’è nulla di casuale. Non ragioniamo come se la vita fosse una grande lotteria. Purtroppo c’è l’esito di una serie molto definita che sono nel retroscena di questo evento. Come anche il fatto di avere un’opinione pubblica che non è entrata nel merito della legge 36, che ha modificato in qualche modo la legittima difesa. Su questo c’è stata poca chiarezza. Il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale porta una serie di questioni sollevate dal presidente della Repubblica perché in alcune parti potrebbero esserci problemi di incostituzionalità”.

Sull’omicidio Di Gennaro osserva: “La persona in questione ha il porto d’armi per motivi di caccia. Per motivi come questi c’è un’estensione illegittima. Non c’è nessuno degli elementi che la nuova legge prevede. Il testo parla molto chiaramente di legittima difesa qualora si parli di respingere un’intrusione nel proprio appartamento. I ragazzi erano nella stradina o perché avevano perso l’orientamento o per ragioni che non possiamo spiegarci. Ma non ci sono motivazioni legittime che giustifichino un simile atto. Sembra che la reazione della persona in questione sia figlia di questa gravissima interpretazione reattiva che le persone compiono a riguardo di una norma, che hanno sentito nella cerchia delle loro relazioni modificata”.

Di Gennaro: “Troppo facile l’accesso alle armi”

Il professore ha, infine, osservato come in Italia l’accesso alle armi sia troppo semplice e in tal senso servirebbero norme adeguate: “un altro aspetto che metterei in risalto è il fatto che c’è un accesso alle armi in maniera molto semplice. Si comprano le armi come se fosse la Coca Cola al bar. Tra l’altro proprio con la professoressa Iavarone stiamo portando avanti uno studio approfondendo questo aspetto del facile accesso alle armi da parte dei minori”.

Giovanni Ruoppo

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