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Marzo, mese dell’incertezza, del cambiamento e del rito di passaggio

Marzo, mese dell’incertezza, del cambiamento e del rito di passaggio

Decine sono i detti popolari che esprimono in modo pittoresco la mutevolezza climatica del terzo mese dell’anno. Marzo in Italia, in particolar modo in Campania ma più in generale nelle regioni del Mediterraneo, è noto per il suo carattere imprevedibile. Non a caso si usa dire che “Marzo è pazzo”. Dietro quest’espressione e questi convincimenti si celano antiche abitudini legate alla terra e al mondo contadino ma anche metafore filosofiche profonde. L’alternanza tra giornate fredde e ventose e improvvisi caldi fuori stagione rendono marzo un mese di transizione, in cui la natura stessa sembra indecisa sul da farsi. Per gli appassionati di astrologia, i segni dello zodiaco interessati sono quello dei Pesci, che va dal 20 febbraio al 20 marzo, e quello dell’Ariete, che decorre dal 21 marzo al 19 aprile. C’è chi ritiene che i nati sotto tali stelle possano avere carattere mutevole e predisposto o estremamente avverso al cambiamento. Non va dimenticato che, nella tradizione contadina campana, marzo segna un momento cruciale: l’inizio della primavera e la ripresa delle attività agricole. Per questo, la sua variabilità meteorologica è sempre stata temuta e rispettata. Un marzo troppo freddo può danneggiare i raccolti, mentre un caldo precoce può illudere le piante e poi sorprenderle con gelate tardive.

“𝐒𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐬𝐞 ‘𝐧𝐠𝐫𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐭𝐞 𝐟𝐚 𝐜𝐚𝐝𝐞’ 𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐮 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥’𝐨𝐠𝐧𝐚…𝐬𝐞 𝐬𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐫𝐢𝐟𝐚 𝐭𝐞 𝐟à 𝐥𝐞𝐯𝐚 ‘𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐬𝐚”

L’immagine delle unghie che saltano via per il freddo è una metafora particolarmente efficace, seppur un po’ cruda, per rendere l’idea di un gelo che penetra nelle ossa, un fenomeno tipico delle ultime sfuriate invernali, quando l’aria può diventare improvvisamente pungente e secca. D’altro canto, il riferimento alla camicia che si toglie richiama l’improvviso arrivo di giornate tanto miti da indurre le persone a liberarsi degli abiti pesanti. In un momento cruciale per le problematiche dei repentini cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, marzo è il mese che rompe questi nuovi schemi da scenario apocalittico. Insomma nelle bizzarrie del clima del terzo millennio, marzo è il mese della normalità perché la “pazzia” se la porta dentro giá di suo fi dall’alba dei tempi.

Articolo a cura di

Francesco Di Somma