“No tengo miedo”, la letteratura italiana risplende con un’interessante serie Netflix
Michele, un ragazzino di nove anni, trova un buco nel terreno in cui sembra vivere qualcuno. Non dice nulla della propria scoperta finché non capisce che lì si trova nascosto un bambino, Filippo, con il quale instaura un rapporto d’amicizia. Iniziava così il film “Io non ho paura”, diretto da Gabriele Salvatores nel 2003. Oggi il romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti, che nel 2001 vendette in Italia oltre trecentomila copie, è ancora fonte di ispirazione. Se ne avvale Netflix che propone ai suoi utenti la trasposizione messicana della storia che ha, ancora una volta, per protagonista il cuore puro dei bambini che, davanti alle crudeltà degli adulti, si comportano secondo giustizia. “No tengo miedo”, disponibile sulla piattaforma questo luglio, è una serie in otto godibili episodi, che tratta del dramma rurale che ruota intorno all’amicizia di due ragazzini in un contesto duro e a volte crudele. Nell’estate del 1986, durante i Mondiali disputati in Messico e segnati dalle gesta di Maradona, Miguel, un bambino di dieci anni scopre in fondo ad una buca Felipe, un ragazzo che all’inizio crede che sia un fantasma. Tra i due nasce un’amicizia sincera, ma la presenza di Filipe nasconde un drammatico segreto che mostra quanto può essere crudele il mondo degli adulti. Il ragazzino è stato rapito per ottenere un riscatto. Fame, disperazione ed indigenza spingono le persone ad atti orrendi che, agli occhi dei bambini, non potranno mai essere giustificati. Questa storia di dolore e amicizia, di passioni condivise e di palpitanti emozioni è ideata da Alba Gil, Alejandro Zuno ed Ernesto Contreras che utilizzano una narrazione semplice e lineare con pochi balzi all’indietro nel tempo che tengono, comunque, lo spettatore, adulto o ragazzo, incollato allo schermo. Il prodotto è testimonianza del prestigio e dell’efficacia della letteratura italiana contemporanea che è modello e paradigma della realtà globale.
Articolo a cura di
Francesco Di Somma
