Il segreto dei centenari contro il cancro: i risultati del progetto AMICI del Pascale
Corrado Gabriele per Radio Giornale Italia
intervista integrale al dott. Luigi Buonaguro, Resp. S.C. Modelli Immunologici Innovativi dell’IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli
https://youtu.be/XYkjqnaTVCA?si=oe7uxPdsNJ5SLbo7
E se la chiave per sconfiggere i tumori fosse custodita nel sistema immunitario di chi ha sfidato il tempo? I primi risultati dello studio AMICI (Affinità tra Microorganismi e Cancro con Immunità cross-reattiva), presentati all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale, suggeriscono proprio questo: la longevità degli ultraottantenni e dei centenari del Fortore beneventano non è solo un record anagrafico, ma un tesoro biologico che potrebbe rivoluzionare la prevenzione oncologica.
L’eredità immunitaria del Fortore
Il progetto, nato nel 2023 dalla collaborazione tra il Pascale, l’Asl di Benevento e la Comunità Montana del Fortore, ha analizzato il profilo immunitario di soggetti longevi che non hanno mai sviluppato neoplasie. L’obiettivo: capire se le infezioni superate in passato abbiano “istruito” le loro difese a riconoscere anche le cellule tumorali.
Secondo il direttore del S.C. di Modelli Immunologici Innovativi del Pascale Luigi Buonaguro, i primi dati confermano l’esistenza di un pattern specifico. I “nonni d’acciaio” del Sannio possiedono una memoria immunitaria verso certi virus che li distingue nettamente dai pazienti oncologici. Si parla di mimetismo molecolare: il sistema immunitario, imparando a combattere un virus, acquisisce accidentalmente le armi per colpire gli antigeni espressi dai tumori.
Un cambio di passo nella lotta al cancro
La ricerca si inserisce in un contesto globale di progresso costante: i dati più recenti dell’American Cancer Society mostrano che oggi 7 persone su 10 raggiungono il traguardo dei 5 anni dalla diagnosi, con picchi del 92% per il cancro al seno e del 95% per il melanoma. Tuttavia, lo studio AMICI punta a un obiettivo ancora più ambizioso: la prevenzione basata sulla “protezione naturale” dei longevi.
Verso nuovi vaccini e terapie CAR-T
I risultati, ottenuti anche grazie alla partnership con il National Cancer Institute (NIH) di Bethesda, aprono la strada a tre fronti caldi della medicina moderna:
- Vaccini preventivi: istruire il corpo a reagire prima che il tumore si manifesti.
- Terapie cellulari avanzate: potenziare le cellule T del paziente prendendo a modello quelle dei centenari.
- Biomarcatori di protezione: test in grado di misurare quanto il nostro “scudo” immunitario sia efficace contro il rischio oncologico.
Una risorsa per l’Italia
L’incontro di Napoli, che ha visto la partecipazione di figure di rilievo come l’infettivologo Giuseppe Ippolito e il genetista Annibale Puca, si è concluso con un appello: estendere questa indagine a livello nazionale. Le aree della longevità italiane, spesso considerate zone periferiche, si confermano invece avamposti strategici per la ricerca internazionale, capaci di fornire modelli di resistenza immunitaria che la farmacologia tradizionale non ha ancora esplorato a fondo.
